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23/08/2016

Con RE-action SACE traccia le rotte future dell'export

La decima edizione di "RE-action.Export Calling", report realizzato da SACE utilizzando dati previsionali per il periodo 2016-2019, si propone come un utile strumento di lavoro per le imprese italiane decise ad intraprendere o continuare azioni strutturate per l'internazionalizzazione.

L'export di beni italiani sta rallentando la sua crescita, la quale si fermerà nel 2016 ad un +3,2% (contro il +3,8% del 2015). E' prevista una accelerazione già nel 2017 (+3,8%) e poi nel 2018 (+3,9%), toccando infine un +4% nel 2019. Tra i Paesi target, gli Stati Uniti continueranno a fungere da traino (+10,5% nel 2016), mentre le sanzioni contro la Russia produrranno ancora un drastico calo delle importazioni dall'Italia. L'alto di gamma, riconducibile ai settori del tessile, abbigliamento, mobili di design e gioielli, continuerà ad essere ricercato soprattutto in Asia e spingerà l'export dei beni di consumo (+4% in media nel periodo 2016-2019). Dopo una crescita assai modesta dell'export globale di tessile e abbigliamento nel 2015 (+1,5% rispetto al 2014, con valori negativi registrati nei comparti cotone, filamenti sintetici e stoffe), per il 2016 SACE prevede una accelerazione. 

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La SACE intende sostenere le imprese italiane che decidono di internazionalizzarsi attraverso strumenti informativi costantemente aggiornati e, in particolare, una "Risk and Export Map" accessibile dal sito e costruita utilizzando due indici di valutazione dei diversi mercati geografici: l'Export Opportunity Index e l'Investment Opportunity Index

VISUALIZZA E INTERROGA LA RISK AND EXPORT MAP SUL SITO DI SACE

L'Export Opportunity Index, elaborato per RE-action al fine di misurare le opportunità dell'export italiano, individua una classifica dei mercati su cui puntare nei prossimi anni: al primo posto si collcano gli Emirati Arabi Uniti, seguiti da Stati Uniti, India, Corea del Sud, Arabia Saudita e Cina.

Relativamente agli Stati Uniti, nel 2015 l'export complessivo è cresciuto di quasi il 21% ed il ritmo annuo di incremento dal 2016 al 2019 è previsto pari all'8%. Particolarmente favorevole è stato l'andamento dei settori del tessile e abbigliamento, la cui crescita annua sul mercato USA fino al 2019 è prevista del 9,1% in ragione della ripresa dei consumi privati stimata in un +2,9% annuo.

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L'eterogeneo mercato dell'Asia-Pacifico vedrà una forte accelerazione delle esportazioni italiane, con in testa il Bangladesh seguito da India, Filippine, Corea del Sud e Cina. Il gigante asiatico, in particolare, dopo la "crisi" di crescita verificatasi a partire del 2015 punterà di più sulla qualità, sull'incremento dei consumi interni e sullo sviluppo dei servizi, a tutto vantaggio del Made in Italy soprattutto nei settori del food e dei beni di lusso (+11,8% annuo previsto dal 2016 al 2019), anche in ragione della notevole riduzione delle tariffe di importazione avviata ad Aprile 2015. La Corea del Sud, inoltre, si caratterizza per abitudini di consumo sempre più affini allo stile occidentale, oltre che per una rete di distribuzione del tutto simile a quella dei Paesi avanzati. Il Giappone, infine, vedrà una incremento moderato di importazioni dall'Italia, quantificabile in un +2,9% nell'intero quadriennio considerato. 

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La tendenza di fondo delle esportazioni italiane che emerge da RE-action è, in conclusione, lo spostamento del baricentro dei settori strategici dall'agroalimentare (che rimane comunque un riferimento imprescindibile del brand Italia) alla meccanica strumentale, definita l' "altro Made in Italy" e sempre più protagonista, accostata al Made in Italy tradizionale, delle politiche di internazionalizzazione.

 

SCARICA IL REPORT RE-ACTION A CURA DI SACE