Attività

19/06/2019

Lusso accessibile, contaminazioni e orgoglio creativo: Parma Couture a Pitti Uomo 96

In comune hanno una violetta stilizzata, simbolo storico dell’eleganza distintiva di un territorio eccellente. E una scritta che, in armonioso carattere bodoniano dorato, lega lo stesso territorio ai settori della moda. La squadra di Parma Couture alla 96-esima edizione di Pitti Uomo a Firenze, svoltasi dall’11 al 14 Giugno 2019, ha brillato nel contesto di espositori, stampa e buyer internazionali con i suoi colori, il suo lusso accessibile, le sue contaminazioni dandy e sportive e, soprattutto, con la qualità riconoscibile che trae linfa dal concorso creativo di imprenditori, designer, stilisti e maestranze i cui ruoli e apporti si intersecano e confondono virtuosamente.

LUSSO ACCESSIBILE. Quanto costa un giacca Ernesto? Destrutturata, leggera, vestibile. Fatta dei migliori materiali e armoniosamente disegnata: unica, in una parola. Suprema espressione dello stile e dell’artigianalità di Parma. Dunque, costa tanto. Cosa inventa, allora, il Maestro sarto Gianfranco Bommezzadri? Un modello Ernesto bello come gli altri, ma senza cucitura alle spalle e, per così dire, più “industriale”. Tradotto: più accessibile, ma conservando integra la qualità di un capo Bommezzadri.

DANDY. È l’altra declinazione dell’accessibilità, con cui i brand “storici” cercano l’apprezzamento dei Millennials e delle generazioni successive, attente ai valori della sostenibilità oltre che alle ultime tendenze meno formali e più sportive. I titolari di Equipage, produttore di pantaloni di fascia alta con sede a Casola di Terenzo (PR), lo sanno bene e decidono, così, di affidare parte della collezione SS 2020 al giovane stilista-scrittore Bernardo Giusti: è proprio “dandy” l’aggettivo usato da quest’ultimo per qualificare la sua idea di pantalone elasticizzato e colorato, che mantiene gli alti standard e la mano sartoriale dell’apprezzato brand di Casola. 

COLORE. È il tratto, assieme all’alta qualità, che più accomuna i capi e gli accessori SS 2020 della squadra di Parma Couture: dalla proposta di camicie a marchio Emanuele Maffeis, per la quale la stilista Stefania non si stanca di tenersi aggiornata e coltivare nuove idee, ai colori e disegni fantasiosi delle cinture di Belts, che uniscono alla riconosciuta abilità pellettiera distintiva di Parma l’estro e l’ispirazione di tutti i collaboratori, chiamati ad esprimersi liberamente e a tradurre le loro idee in manufatti.

Il colore e i disegni ideati da Francesca Bassi per la sua linea femminile contaminano il brand maschile Franco Bassi, che propone un ampliamento della gamma a sciarpe e giacche dai toni vivaci e dall’innata eleganza che rende riconoscibile il brand di Como.

CONTAMINAZIONI UOMO-DONNA. Le cinture a marchio Fabrizio Lesi esplicitano l’incrocio dei generi, pur all’interno di uno stand di Pitti Uomo. Ed è particolarmente orgoglioso, l’omonimo titolare del brand, quando mostra gli ultimi modelli realizzati, per lui in camoscio e per lei in vitella con pregiata fibbia in ottone. L’orgoglio dell’idea nuova innestata sul saper fare di sempre.

GIAPPONE. Rimane, nonostante la stasi di mercato, un solido riferimento per le imprese del Consorzio, come conferma il titolare di Bonfanti Borse. C’è forse, rispetto agli anni passati, un flusso inferiore di visitatori dal Sol Levante. L’Accordo di Partenariato Economico con l’UE ha, comunque, aperto la strada a nuove opportunità, seppure il vantaggio economico per alcuni settori sia ancora impercettibile. Bonfanti non si stanca, peraltro, di innovare utilizzando per le sue borse materiali leggeri e comodi come la Rafia.

Chiosa con un occhio al futuro il Presidente di Parma Couture, nonché Presidente di Confartigianato Moda, Fabio Pietrella: «L’edizione 96 del Pitti rappresenta un ponte verso un nuovo concetto di fashion business. Il “click” inteso come il digitale è sempre più strumento indispensabile di comunicazione e di distribuzione del prodotto. L’eccellenza nella produzione per quanto indispensabile per i nostri brand non è più sufficiente se fine a se stessa. Come Consorzio puntiamo a creare nuovi progetti di sinergia digitale che ci permettano di intercettare nuovi canali distributivi e nuove fonti di ispirazione, elementi indispensabili per il futuro del nostro sistema moda nazionale.»

Ma è ora di lasciare in pace gli orgogliosi imprenditori, pronti a raccontare tutta la bellezza delle proprie collezioni al prossimo ospite con gli occhi a mandorla.

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Video Parmacouture a Pitti 96: