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04/03/2016

USA e Asia: mercati in crescita per la moda italiana

I dati Istat dell'export della moda italiana nell'anno 2015, elaborati da Intesa Sanpaolo, si prestano a delineare un quadro dei principali mercati di sbocco per le imprese del Made in Italy, alla luce delle recenti crisi e delle opportunità che si stanno manifestando per l'economia mondiale.

Il sistema moda è analizzato con riferimento a specifici comparti e filiere: tessile, abbigliamento, pelle e simili.

Francia e Germania si confermano i primi mercati di sbocco delle imprese italiane, pur registrando dei cali in singoli settori rispetto al 2014: nel complesso, le esportazioni verso i Paesi della Unione Europea sono cresciute di un timido 0,3%. L'incremento delle esportazioni in Spagna è positivo e significativo solo nell'abbigliamento (+6,2%) nella pelle (+5,1%). Uscendo dalla UE, la Svizzera si conferma un Paese molto interessante per il sistema moda: pur scontando la piccola dimensione del mercato, la Confederazione si posiziona al quinto posto della top ten del Made in Italy, dietro agli USA e davanti al Regno Unito.

Nel complesso dei mercati extra-UE, l'incremento dell'export è stato più alto (+3,1%) di quello registrato verso i Paesi UE, soprattutto grazie al tessile ed alla filiera della pelle.

Negli Stati Uniti, in particolare, tutti i brand di moda italiani hanno registrato importanti aumenti (in media +17,1%): nel dettaglio, +21,5% di vendite nel tessile, +17,7% nell'abbigliamento e +15,3% nella filiera pelle. Al punto che gli USA potrebbero diventare nel 2016 il primo mercato per il Made in Italy.

Buoni risultati di crescita si registrano, infine, nell'area cosiddetta "EDA", costituita da Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Malesia e Tailandia, con una media pari a +9,3%: il "segno più" riguarda tutti i settori considerati, con le performance migliori ottenute dall'abbigliamento (+13,9%) e dal tessile (+11,7%). Appaiato a quello dell'EDA è il dato della Cina (+10%), all'ottavo posto della top ten delle esportazioni italiane nel 2015. L'export in Giappone (nono posto della top ten) è in discreta crescita nell'abbigliamento (+3,8%) e nella filiera della pelle (+2,9%). 

Fonte: Il Sole 24 Ore - Inserto Moda del 4 Marzo 2016