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17/11/2017

La Moda di Parma non si rassegna ad una fragile ripresa

La via d'uscita alla crisi decennale che si è abbattuta sulle piccole e medie imprese italiane ha un nome preciso e riconosciuto da tutti: internazionalizzazione. Chi nei settori della moda si è dedicato, in questi anni, a favorire le esportazioni dei propri prodotti, facendo leva sul crescente apprezzamento dei consumatori mondiali nei confronti del Made in Italy, ha potuto infatti "respirare" in un contesto interno ancora segnato dalla recessione e poi da una interminabile fase di stagnazione.  

Il tessuto produttivo della provincia di Parma non fa eccezione: l'export della moda ha registrato, a partire dal 2008, risultati altalenanti ma si scorge, nel complesso, una debole tendenza alla crescita. Il dato più aggiornato riguarda il secondo trimestre 2017, che vede le esportazioni di abbigliamento e pelletteria attestarsi, nel complesso, su un valore di circa 129 milioni di euro, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2016. Tuttavia, le performance dei due settori sopra citati sono molto diverse fra loro: a fronte di un aumento a doppia cifra della pelletteria (+20,6%), l'abbigliamento registra invece un leggero calo (-1,3%). Si noti che l'export di abbigliamento rappresenta, attualmente, quasi il 58% del totale (contro il restante 42% della pelletteria), mentre nel 2016 era il 63%. 

Il quadro è, ancora una volta, caratterizzato da luci e ombre. La prospettiva degli ultimi 10 anni consente, tuttavia, di ribadire un cauto ottimismo derivante da una tendenza comunque positiva delle esportazioni di prodotti di moda dalla nostra provincia, che viene sì rallentata ma non fermata dagli "alti e bassi" che si si sono fin qui manifestati.

I dati qui elaborati sono stati forniti dall'Ufficio Studi dell'Unione Parmense degli Industriali, che ringraziamo!